8 MARZ0 2016

 

Dal 1946... libere di votare!

Settant'anni di lotte per la nostra libertà

 

È ancora Settantesimo: tra voto, otto marzo e mimosa.

 

70 anni dal primo VOTO 
Il 10 marzo del ‘46 le donne italiane possono entrare finalmente nelle cabine elettorali e partecipare con il loro voto alle scelte politiche del Paese. Finalmente è suffragio universale!
Si conclude così una battaglia lunga quasi un secolo. 
L’UDI, protagonista nel nuovo scenario italiano, già nel 1944 ne fa il suo primo impegno politico.
Le italiane vivono l’evento in modo straordinario esercitando un diritto ormai acquisito da molte donne in gran parte del mondo.
Il loro riconoscimento di cittadinanza avviene in un paese che dopo la lunga oppressione del fascismo e della guerra, finalmente torna a libere elezioni. 
Con il voto le prime donne entrano nei consigli comunali e nelle aule parlamentari iniziando una lunga, lenta ma inarrestabile stagione di conquiste, di leggi e di riforme che cambieranno la vita di tutte e tutti. Il voto amministrativo del 10 marzo precede il voto del 2 giugno nel Referendum Repubblica-Monarchia e quello per l’Assemblea Costituente in cui le elette saranno 21.
Il cammino è reso possibile anche dall’azione determinata di un movimento di donne in cui l’UDI è soggetto attivo.
La data del diritto di voto è ricordata oggi in tante forme e modi dalle donne e dalle Istituzioni.

 

70 gli anni dalla ripresa dell’8 MARZO 
Nel 1977 l’assemblea dell’Onu dichiara l’8 marzo Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace, ma già all’inizio del secolo, dall’America all’Europa, in molti paesi si ricorre a una giornata dedicata alla donna. Date differenti da paese a paese, comprese tra febbraio e 1° maggio, determinate da scioperi, grandi moti, manifestazioni dove le donne chiedono lavoro, pane, diritto al voto, diritto allo studio. 
L’episodio (tra storia e leggenda) più famoso, della fabbrica di New York dove muoiono bruciate 129 donne durante uno sciopero, fa sì che nel 1911 si decida definitivamente che la giornata dedicata alla donna sia l’8 marzo. 
In Italia la prima celebrazione avviene nel 1922, ma è presto soppressa dal fascismo. Già durante la guerra le donne incominciano a riprendersi l’8 marzo ma con la Liberazione, le donne dell’UDI si riprendono la “Giornata Internazionale della Donna”. 
E l‘8 marzo del 1946 appare la Mimosa.

 

 

 

 

70 anni fa la MIMOSA è scelta come simbolo dell’8 marzo
È una tradizione tutta italiana nata dall’idea, anche in questo caso, di alcune donne dell’UDI. E’ attribuita a Teresa Mattei e a Marisa Rodano. 
La scelta della mimosa forse è dovuta al fatto che la sua fioritura è a marzo, forse perché a Roma e dintorni cresce spontanea, forse perché il suo costo è contenuto o forse perché per una di quelle donne è il fiore che intravvede da una finestra… 
Di fatto la mimosa è tuttora il fiore che si regala alle donne l’8 marzo Ancor più significativo se il gesto avviene tra donna e donna per ricordare le lotte comuni. 
Tre settantesimi uniti da parole forti coniate dalle donne, ancora oggi rivisitabili per fronteggiare il disordine mondiale da cui siamo circondate e la continua erosione di molti diritti delle donne che chiedono di essere libere ovunque, validi motivi per riprenderle in tante nel prossimo 8 marzo … riproponendo autodeterminazione, libertà, parità, diritto di cittadinanza, lotta contro la violenza maschile, il terrorismo, il patriarcato, per il lavoro, per la pace… parole che ancora ci accompagnano nel lungo cammino in tutto il mondo.

 

 

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