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PROSSIMI APPUNTAMENTI SEDE NAZIONALE

La tragedia di Rebibbia, capri espiatori e politiche giuste per bambini e donne​

La tragedia dei due bambini uccisi dalla madre consumatasi in questi giorni nel carcere romano di Rebibbia Femminile impone il silenzio, e qualsiasi commento immediato sarebbe quantomeno inutile e superfluo, così come sarebbe assurdo che il Ministero cercasse immediatamente dei capri espiatori in una situazione che presenta gravi errori della applicazione della legge e violazione del diritto del diritto. Tuttavia, in questo momento in cui non si fa altro che parlare dei diritti e delle garanzie del minore, non possiamo non richiamare l’attenzione sul fatto che il Governo del cambiamento si è rifiutato di varare le misure a tutela delle donne e madri detenute, previste dalla Legge delega n. 103 del 2017, recante modifiche all’ordinamento penitenziario - peraltro non portate a termine neanche dal precedente governo. Tra le diverse misure varate dal precedente governo e abbandonate dal governo in carica vi erano quelle dirette ad assicurare la migliore tutela del rapporto tra detenute e figli minori, agevolando a quest’ultime l’accesso alle misure alternative alla detenzione inframuraria. Ci sarà tempo per parlare nel merito del perché di questa tragedia e denunciare l’occasione perduta, oggi ci sembra opportuno solo un breve accenno davanti a questo orrore perché il tutto non passi inosservato o possa ripetersi. UDI Nazionale  ​Ancora una volta ci voleva una tragedia per far emergere un problema della società italiana e illuminare la condizione carceraria femminile. Ma...a che prezzo! UDI a Bologna da anni è impegnata in un progetto alla sezione femminile del carcere cittadino allo scopo di creare una relazione umana e sincera con le detenute, sollecitare scambi di emozioni fra loro, far riaffiorare il vissuto sepolto per restituire libertà, consapevolezza e autonomia di giudizio alle donne. Questa esperienza permette all’associazione di conoscere direttamente le condizioni, le problematiche, le discriminazioni cui tutte le detenute sono soggette: condizione che in particolare le ferisce doppiamente nel loro ruolo di madri sia per le relazioni conflittuali con i figli all’esterno, sia per la cura dei minori all’interno, la’ dove la struttura carceraria non offra spazi e assistenza adeguati alla crescita di un bambino. Ogni bambino ha infatti diritto ad un’infanzia libera, serena e ricca di stimoli . E tutte le donne-madri sia in attesa di giudizio sia definitive, hanno diritto di scontare la loro pena all’interno di strutture alternative al carcere, supportate dai servizi alla persona , donna o bambino. Non è sufficiente dire che le donne detenute sono numericamente meno degli uomini per giustificare al femminile investimenti e risorse inferiori rispetto al maschile. Non vogliamo più sentire racconti di fragilità e squilibrio psichico per le detenute: nella nostra lingua non esiste nemmeno un vocabolo per definire la madre assassina, e proviamo compassione (da cum-patire) per le compagne detenute che tale hanno chiamata quella donna. Basta, ancora una volta! Le Donne gridano Basta!!! Alba PiolantiUDI Bologna   

DDL Pillon - Rassegna Stampa

Il Ricciocorno Schiattoso | Il silenzio assordante del senatore PillonRecentemente il senatore Simone Pillon ha diffuso tramite facebook un video nel quale commenta il disegno di legge 735 sull’affido condiviso.In un’ora e 11 minuti il senatore affronta diversi argomenti, la mediazione obbligatoria, il mantenimento diretto, l’assegnazione della casa coniugale… L’unico tema del tutto assente dalla sua elencazione delle problematiche che affligono i separandi e la loro prole è la violenza domestica, mentre l’unica forma di abuso sui bambini che il senatore ritiene tanto diffusa da essere rilevante quando si parla di controversie sull’affido è l’alienazione genitoriale.Eppure la violenza compare fra i primi posti quando si parla delle cause di separazione e divorzio.Dall’alto della sua personale (e quindi del tutto insignificante) esperienza di legale e mediatore familiare, il senatore ci fornisce una descrizione della coppia che scoppia che narra di persone immature “che si prendono a bambinate“, quindi bisognose di soggetti competenti “che si prendano cura della coppia genitoriale“, al fine di “restituire responsabilità ai genitori, affinché ritrovino la capacità di decidere insieme“.Le persone “conflittuali”, quelle incapaci di raggiungere autonomamente un accordo per la custodia dei figli che risponda al superiore interesse del minore, sarebbero dei bambini incapaci, nei confronti dei quali le istituzioni hanno il dovere di intraprendere un’opera di rieducazione, al fine di condurli ad accettare (a pagamento) quella che è al di fuori di ogni ragionevole dubbio la migliore soluzione possibile.Continua a leggere  Il Ricciocorno Schiattoso | Le donne rischiano di perdere la custodia dei figli quando i tribunali credono ai partner abusantiI ricercatori hanno scoperto che gli stereotipi di genere e i pregiudizi dannosi nei confronti delle sopravvissute agli abusi domestici e nei confronti delle madri stanno mettendo a rischio la loro e quella dei loro figli. Sophia pensava che una volta che avesse chiesto al suo partner violento di andarsene, la vita sarebbe migliorata per lei e per i suoi bambini.Invece, ci ha spiegato, questi ha continuato ad esercitare un controllo sulla sua persona, l’ha accusata di negligenza verso i suoi bambini, l’ha trascinata in giudizio per ottenere la custodia ed alla fine è riuscito a convincere il tribunale familiare a schierarsi al suo fianco.Continua a leggere  Maddalena Robustelli su Noi Donne | Un programma della Rai non si trasformi in una impropria Aula di TribunalePer ben due giorni consecutivi la televisione di Stato ha avuto modo di rendere palese quanto l’informazione tenuta ad offrire, ai sensi del ruolo di emittente pubblica rivestito, potrebbe considerarsi parziale. Per di più tale sbilanciamento riguarderebbe la stessa trasmissione, ossia La vita in diretta, nelle sue due puntate del 6 settembre e del giorno successivo. Nella prima si è assistito durante un servizio televisivo alla narrazione delle tesi difensive del presunto violentatore di una turista straniera diciasettenne avvenuto a Menaggio lo scorso mese d’agosto.Continua a leggere  Chiara Brusini su Il Fatto Quotidiano | Affido condiviso, il ddl dell’organizzatore dei Family day: ‘Basta assegno mantenimento. Chi resta in casa paghi affitto’Per il senatore leghista Simone Pillon “non si fanno né gli interessi della madre né quelli del padre” perché rimane il principio che “il genitore che guadagnerà di più contribuirà di più”. Ma il disegno di legge sulla riforma dell’avviso condiviso di cui è primo firmatario – insieme a lui lo hanno sottoscritto tre colleghi del Carroccio e cinque senatori del Movimento 5 Stelle – non convince esperti di diritto di famiglia e associazioni per la tutela dei figli di genitori separati. Nel mirino sia l’automatismo per cui i bambini dovrebbero trascorrere metà del tempo con il padre e metà con la madre e avere quindi due case sia il colpo di spugna sull’assegno di mantenimento in favore del “mantenimento diretto”, nonostante in Italia più di metà delle donne non abbia un’occupazione. Per non parlare del fatto che chi mantiene la residenza nella casa familiare – ora assegnata quasi sempre alle madri “tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli” – debba versare all’altro, se ne è proprietario, un canone di affitto.Continua a leggere  Dire | Famiglia, Towandadem a Governo: “Fermare norma su affido condiviso”Ritirare la proposta di legge sull’affido condiviso. E’ la richiesta che TowandaDem, l’associazione di oltre 1000 donne impegnate nelle istituzioni e nella rifondazione del Partito Democratico, invia per lettera alle donne del governo e della maggioranza M5s-Lega. “Vi chiediamo di impegnarvi insieme a noi e a tante altre associazioni che vi stanno scrivendo, per il ritiro della proposta di legge del Senatore Pillon su “Nuove norme in materia di affido condiviso” incardinata in Commissione Giustizia. E’ una legge che stravolge il diritto di famigliavigente del nostro Paese, riconosciuto tra le legislazioni più avanzate in Europa, frutto delle lotte di emancipazione delle donne”, scrivono nella missiva inviata a ministre, sottosegretarie e parlamentari.Continua a leggere  Flavia Perina su Linkiesta | Ecco perché la riforma del diritto di famiglia è una follia senza sensoIl poveruomo italiano sopravvissuto alle streghe del MeToo è ora pronto ad un’altra e ben più impegnativa battaglia, cioè quella di rimettere a posto le sue ex - quelle che ha sposato si intende, le altre non fanno testo – e le loro pretese predatrici su figli, soldi, case. Sui social si festeggia il disegno di legge del senatore Simone Pillon, co-firmato da Cinque Stelle e Lega e presentato ieri al Senato dove ha iniziato il suo iter in Commissione Giustizia.Continua a leggere  Linda Laura Sabbadini su La Stampa | Bimbi vittime di una proposta che uccide la genitorialitàSi usano belle parole, parità, diritti del minore, ma si elimina l’assegno di mantenimento dei figli. Ogni genitore dovrà contribuire mantenendo il figlio nel periodo che gli spetta. Il minore dovrà dividersi per un numero di giorni stabilito per legge, a metà tra la casa della mamma e del papà. Parità? No, il bambino avrà più agi quando sarà a casa del genitore con più reddito e tirerà la cinghia quando vivrà con l’altro. E chi è l’altro? Più la madre, che può aver lasciato il lavoro, essere passata al part time, per i figli.Continua a leggere quiOppure qui  LetteraDonna | Le reazioni delle deputate donne al Ddl Pillon (Paola Boldrini, Mara Carfagna, Monica Cirinnà, Lucia Annibali, Francesca Puglisi)Sul discusso disegno di legge per l'affido condiviso il Movimento 5 stelle ci ha ripensato e ha imposto all'alleato leghista Simone Pillon - principale firmatario - una pausa di riflessione. «Su alcuni punti del ddl non c'é una visione univoca tra noi e la Lega», hanno spiegato i pentastellati al Senato. E dal capogruppo Stefano Patuanelli è arrivato lo stop al provvedimento targato Lega-M5s, contestato da opposizione e da associazioni antiviolenza.Continua a leggere  Milleunadonna | Pillon: “figli divisi fra due case? È il male minore. Vorrei incentivi a chi non divorzia”. Ma è polemica (Julia Unterberger, Francesco Maria Giro)Stop all’assegno di mantenimento per i figli che invece saranno divisi fra casa di mamma e papà dove, ognuno dei due provvederà al loro sostentamento in base alle proprie disponibilità economiche. Questo uno dei capisaldi del ddl il cui primo firmatario è il senatore leghista Simone Pillon.Continua a leggere  Femministerie | Ddl Pillon: più che una riforma, un contrattaccoUn assaggio della “famiglia illiberale”, quella per capirci che hanno in testa i sovranisti al governo, si aggira per le stanze del Senato. Si tratta del disegno di legge del senatore Pillon “Norme in materia di affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”.Sono molti i motivi per opporsi decisamente e non prenderlo sottogamba. Dietro un finto e astratto egualitarismo si nasconde un’impostazione classista e sessista. Nella relazione che accompagna il testo depositato in Commissione Giustizia si fa riferimento all’Europa e ai dati sulle separazioni negli altri paesi, dove l’affido condiviso è più diffuso che in Italia, ma mai si dice che siamo il paese in cui vi è la più rigida divisione sessuale del lavoro domestico e di cura. I maschi italiani sono infatti gli europei che dedicano meno ore a tali occupazioni.Continua a leggere  UDI Napoli | La sfidaIl 22 settembre verrà presentata a Napoli “La sfida della genitorialità condivisa” dell’Associazione MdM “per l’uguaglianza tra genitori”. L’evento è patrocinato dal Comune di NapoliFuori dalla ridondanza dei termini successivi, la parola rispondente al significato dell’evento è SFIDA. Una sfida alle donne, a quanto possa essere ulteriormente la loro inferiorità retributiva, una sfida alle loro conquiste già messe in discussione dalla ricaduta della vigente legge sull'affido condiviso. L’iniziativa è naturalmente dettata dalla presentazione in parlamento del decreto Pillon.Ci chiediamo perché il Comune di Napoli abbia voluto offrire la sua sede più prestigiosa, la sala dei Baroni nel Maschio Angioino (Castel Nuovo), difficilmente concessa in più occasioni, per la presentazione, in sostanza, di un decreto che si annuncia deleterio soprattutto per i richiami alla PAS, la teoria riconosciuta infondata dalle più autorevoli sedi scientifiche mondiali. Infatti attraverso il fattuale riconoscimento di questo principio antiscientifico si intimidiscono le donne che sporgono denuncia per le violenze subite in famiglia: sarebbero loro a mettere i figli contro il padre solo per aver denunciato violenze o molestie verso la prole.La stesura del decreto Pillon “sulla bigenitorialità perfetta” suscita più d’una perplessità per i contenuti apertamente contrastanti con la legislazione vigente in Italia. È l’espressione muscolare delle lobbies maschili che non accettano le conclusioni del giudice, in sede processuale, sull'affido dei figli e il riconoscimento dell’assegno per il loro mantenimento.Continua a leggere

Solidarietà a Laura Boldrini​

Lunedì 17 settembre 2018 alle ore 9 presso il TRIBUNALE di Savona avrà luogo la prima udienza del processo contro Matteo Camiciottoli, Sindaco leghista di Pontinvrea, reo di offese volgari nei confronti di LAURA BOLDRINI, all’epoca terza carica dello Stato in quanto Presidente della Camera dei Deputati. Le donne dell’UDI hanno vissuto con ansia e con rabbia il lungo calvario di offese e di violenze verbali e iconiche indirizzate a , come donna e come donne ci siamo sentite direttamente ferite da quegli insulti. Abbiamo perciò applaudito con sollievo alla sua decisione di dire BASTA alla canea, iniziata mediaticamente con il volgare invito sul “MINCULBLOG” di Grillo che ha dato la stura agli istinti più bassi della natura umana. Quell’evento ci ha fatto assistere in diretta all’eziologia del male. Come nasce e diventa normale l’orrore. A cascata quindi le bambole gonfiabili, i post indecenti in una lenta deriva di volgarità indegna che ci ha fatto vergognare del nostro Paese. La decisione di chiamare lo Stato alla difesa delle donne contro questa barbarie con la denuncia dei responsabili in solido deve rappresentare una svolta storica; deve avvertire che c’è un “Giudice a Berlino”, che la violenza contro le donne, in qualsiasi forma si manifesti, fisica, psicologica, verbale può e deve essere fermata. L’UDI, forte delle finalità contenute nel proprio Statuto, chiama a raccolta tutte le donne in Italia a esprimere con forza la loro indignazione insieme alla richiesta che venga fermata questa deriva sessista contro le donne, perché proprio come donna la Presidente Laura Boldrini è stata offesa. La stessa domanda “Cosa faresti a Grillo in macchina” o a “Camiciottoli se si portasse gli immigrati in casa sua per sorridere” non avrebbe la stessa potenza offensiva rivolta a un uomo.Il fatto che il bersaglio sia una donna rappresentante delle Istituzioni ha una valenza doppia per chi come l’UDI nelle Istituzioni democratiche conquistate nella Resistenza crede e si identifica, consapevole che con Istituzioni screditate non resta che il Far West senza leggi e nel Far West i primi stracci a volare sono i più deboli. Per tutte queste ragioni l’UDI chiederà di costituirsi parte civile nel procedimento contro Matteo Camiciottoli, sindaco leghista di Pontinvrea (Sv). Chiediamo la solidarietà di tutte le donne stanche della deriva deprecabile di insulti e offese sessiste sperando che questo evento che si apre a Savona con la messa in stato di accusa di Matteo Camiciottoli possa essere da monito a tutti i leoni da tastiera convinti di impunità. Giulia Potenza, Laura PirettiResponsabili UDI Nazionale Angelica LubranoResponsabile UDI Savona    ​

Concerto in memoria di Maria Michetti

Si è svolto l’ 8 settembre nella Sala Accademica del Pontificio Istituto di Musica Sacra il concerto in memoria di Maria Michetti. Partigiana, in prima linea nell’assalto delle donne ai forni a Roma durante l’occupazione, ricercatrice nella cattedra di sociologia dell’Università La Sapienza sulle borgate romane, amministratrice a Roma e protagonista della vita politica dell’UDI dalla sua fondazione fino al 2002 anno in cui si ammalò.Una grande donna che ha dato tanto a tutti e amata e rispettata da chiunque la conoscesse senza distinzione di classe o di sesso. Fautrice di questo evento a undici anni dalla sua morte, Maria Immacolata Macioti, amica e collega della Facoltà di Sociologia dell’Università di Roma che con affetto la ricorda insieme a Franco Ferrarotti con cui Maria fin dal primo incontro instaura una profonda intesa. Ferrarotti ha fatto un intervento su Maria che è stato anche un’analisi sulla situazione della sinistra negli anni '70 nella Capitale. Il ricordo di questa incredibile e schiva donna emerge con forza anche dai racconti di Sandro Portelli, che l’ha intervistata più volte sull’antifascismo, la resistenza a Roma e la storia dell’Udi.Malgrado le difficoltà fisiche a testimonianza del colossale lavoro di Maria per l’Archivio centrale dell’UDI è presente Marisa Ombra. Ci parla del costante e fondamentale impegno nella costituzione e riconoscimento di interesse storico dell’archivio oltre che l’ottenimento di una vera e propria sede nazionale.Donatella Panzieri impegnata nello studio biografico proprio tra le carte ordinate da Maria, Marisa e Luciana Viviani, traccia i passi di Maria Michetti nell’UDI dall’ottenimento del voto alle donne (1946) all’XI Congresso (1982).Tra musiche del 1500 e 1600 ottimamente eseguiti dai musicisti accompagnati dal Maestro Federico Del Sordo, Massimo Sestili racconta di Maria con un trailer delle interviste di chi l’ha conosciuta.Chiude il pomeriggio il figlio Marco Marroni che nel ringraziare i presenti ricorda quanto l’incontro con le donne e la sociologia siano stati determinanti e filo conduttore dell’intera vita sua.Le ricerche in corso presso il nostro archivio stanno portando sempre di più in luce la straordinaria vita di questa donna a cui l’UDI deve molto grazie al suo instancabile lavoro; con le sue parole in preparazione del XIV congresso la ricordiamo: “Posso dire che il mio investimento su questo congresso è totale, cioè con tutte le mie forze cercherò di partecipare, sperando che mi assistano le forze intellettuali che ormai rischiano, a 80 anni, di avere momenti di defaillance”.Grazie Maria!​

Nave Diciotti. Pietà l'è morta

Sappiamo bene, ormai, che le 150 persone, uomini e donne, attualmente a bordo della nave Diciotti, attraccata a Catania, sono meno di un numero. In realtà sono, loro malgrado, solo un pretesto per continuare la politica del guadagnare consensi con il “non entrerà più nessuno”, fingendo così di contrattare con l’Europa, deviando l’attenzione dalle falle che si stanno aprendo non solo sul ponte Morandi ormai crollato, ma anche fra gli alleati di governo. L’UDI segue con raccapriccio quanto sta accadendo a Catania. Facciamo nostra la sfida di Laura Boldrini che ha chiesto al Ministro dell’Interno di far scendere, dopo i minori, almeno le donne perché stanno male e almeno per 15 di loro i sanitari hanno riscontrato segni di stupri e violenze. Ma la nostra voce di associazione femminile che dal ’44 dice no alla guerra, no allo sfruttamento, no alla discriminazione fra esseri umani, fra donne e uomini, non può che andare oltre la richiesta di far scendere almeno le donne. Pretendiamo, perché caro ci è costato con la Resistenza e la lotta al nazifascismo, in cui eravamo in prima fila, di vivere in uno stato di diritto, e per questo ministri e governi giurano sulla Costituzione.La difesa delle ragioni dell’Italia in Europa deve essere esercitata nei luoghi appropriati e nei modi consentiti dalla legge, non certo sui corpi di persone in difficoltà e indifese. Pensiamo che la Solidarietà sia una manifestazione dell’intelligenza, così come la Pietà (intesa nel suo senso vasto e sacro) sia manifestazione di vera forza. Ricordando le recenti parole della grande artista Marina Abramović siamo tutti sulla stessa barca, vogliamo che sia ripristinato lo stato di diritto e siano sbarcati uomini e donne illecitamente trattenuti a bordo della nave Diciotti. Giulia Potenza e Laura Piretti ​  

Le Costituenti: donne speciali, ragazze come noi​

Cosa è la Costituzione? Chi l’ha scritta? Chi sono le donne che per prime si sono misurate nella Politica istituzionale dopo la conquista del voto? Quale apporto hanno dato nella definizione estesura della struttura istituzionale, sociale e politica del nostro Paese?Questi sono alcuni interrogativi a cui il volume dell'UDI, appena uscito, vuole rispondere. In seguito alla Resistenza e all’impegno civico, nel 1946 le donne entrano in scena, per la prima volta, nella politica ufficiale del nostro Paese. Chi sono e da dove vengono? Sono 21 donne su 556 seggi nell’Assemblea Costituente che redigerà la Costituzione italiana.Una storia di ieri che ha posto le basi per l’oggi e il domani. La storia, i diritti, le lotte pococonosciute ma che appartengono a tutti noi. Il volumetto Le Costituenti, donne speciali, ragazze come noi edito dall’UDI nel 2018 raccoglie 21 schede biografiche dedicate alle donne che fecero parte della Assemblea Costituente e parteciparono alla scrittura della nostra Carta costituzionale.La pubblicazione è stata pensata dall’UDI in collaborazione con Enciclopedia delle donne, Toponomastica femminile e Wikimedia Italia. Inoltre, il progetto aderisce a Wikidonne user group.Le schede sono state redatte da donne dell’UDI per fornire documentazione semplice ma puntuale sulle donne che contribuirono alla costruzione del nostro paese nel settantesimo della stesura della Costituzione. Ventuno donne su cinquecento eletti erano davvero un numero esiguo, ma la loro presenza in un organo politico così importante attesta non solo il diritto di cittadinanza acquisito, ma anche il riconoscimento del ruolo giocato dalle donne nella Liberazione del Paese.Il testo è aperto da un estratto di Anna Garofalo tratto da L’italiana in Italia ed è presentato da un importante contributo di Lorenza Carlassare. La postfazione di Vittoria Tola chiude la pubblicazione che l’UDI ha pensato rivolta specificatamente agli studenti delle scuole medie di I e II grado. La grafica fumettosa e accattivante e i testi agili, sono stati, insieme ai contenuti, l’obiettivo dell’opera che speriamo possa proporsi come strumento di informazione e approfondimento scolastico, rivolto anche agli insegnanti.La ricerca iconografica del progetto, rielaborata da Flavia Bonanni (che ha curato anche il progetto grafico), è stata realizzata da Susanna Giaccai, mentre Valentina Sonzini e Vittoria Tola si sono occupate del coordinamento scientifico e della revisione delle schede compilate, oltre che da loro due, da Annalisa Marino, Rosangela Pesenti, Giulia Potenza e Ilaria Scalmani. Schede contenute:Maria Agamben, Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Angela Maria Guidi, Elisabetta Conci, Filomena delli Castelli, Nadia Gallico, Angela Gotelli, Leonilde Iotti, Maria de Unterrichter, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra Fiorini, Teresa Noce, Ottavia Penna, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio Il prezzo è di €10/copia.ECCEZIONI:Per studentesse/studenti e scuole è previsto un prezzo speciale di €5/copia.Per sedi/gruppi UDI e altre associazioni o istituzioni che ne ordinano 10 o più copie è previsto un prezzo speciale di €7,50/copia. Per prenotazioni:IBAN per pagamento UDI – Unione Donne in Italia, IT34 C056 9603 2270 0000 3145 X65. Per informazioni 06 6865884 | 06 68807103       

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