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PROSSIMI APPUNTAMENTI SEDE NAZIONALE

Misure concrete del governo in contrasto alla violenza maschile sulle donne ai tempi del COVID​

Consulta il PDF - Circolare violenza di genere e domestica 2020 03 27

Chiarimenti su attività  indifferibili  a tutela della salute materno-infantile tra cui IVG​

Riceviamo dalla LAIGA i seguenti chiarimenti del Ministero della Salute riguardo le attività differibili e non differibili: Ministero della SaluteDIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA Chiarimenti: Linee di indirizzo per la rimodulazione dell’attività programmata differibile in corso di emergenza da COVID-19 Facendo seguito alla circolare ministeriale n. 7422 del 16.03.2020 recante “Linee di indirizzo per la rimodulazione dell’attività programmata differibile in corso di emergenza da COVID-19” ed in riferimento altresì alla circolare ministeriale n. 7865 del 25.03.2020 recante “Aggiornamento delle linee di indirizzo organizzative dei servizi ospedalieri e territoriali in corso di emergenza COVID-19”, a chiarimento di quanto indicato a proposito delle attività programmate da considerare clinicamente differibili in base a valutazione del rapporto rischio-beneficio, si raccomanda di includere nelle attività non procrastinabili sia ambulatoriali che di ricovero, tutte le attività programmate di ambito oncologico (incluse le prestazioni di II livello previste dalle campagne di screening oncologico), nonché le seguenti attività programmate volte alla tutela della salute materno-infantile. PRESTAZIONI INDIFFERIBILIOstetricia:1. Esami ematochimici previsti nell’allegato 10.B DPCM 12.1.172. Prima visita ostetrica da eseguirsi entro la 12 settimana come da linea guida ISS per la gravidanza fisiologica3. Visite ostetriche urgenti per: -contrazioni uterine-minaccia di aborto-minaccia di parto pretermine4. Test di screening delle aneuploidie test combinato (se previsto dal SSR)5. Ecografia Ostetriche I° Trimestre6. Ecografia V mese morfologica7. Ecografie Ostetriche III° Trimestre solo se sussistono fattori di rischio quali diabete gestazionale, ritardo di crescita, pregresso taglio cesareo, ipertensione etc .8. Ambulatorio Gravidanza a Rischio Ospedaliero (dove verranno effettuate visite ed ecografie ostetriche)9. Diagnosi Prenatale (villocentesi, amniocentesi, esami correlati)10. Monitoraggio del benessere fetale (cardiotocografia…)11. Tampone vagino-rettale ricerca SGB a 37 settimane12. Prelievi microbiologici per sospetta infezione vulvo-vaginale13. Garantire tecniche farmacologiche e non farmacologiche per il controllo del dolore in travaglio14. Visita post-partum15. Consulenza psicologica se sussistono fattori di rischio per gravida o puerpera Si raccomanda l’esecuzione dei Corsi di accompagnamento alla Nascita esclusivamente in modalità on line.   Ginecologia:16. Certificato interruzione volontaria di gravidanza con ecodatazione17. IVG (Interruzioni volontarie di gravidanza)18. Visite ginecologiche per:19. -Perdite ematiche anomale20. -Emorragie21. -Algie pelviche significative22. -Infezioni vulvo vaginali acute23. Ecografia ginecologica per sospetto oncologico24. Screening colpo-citologico di II° livello per pazienti ad aumentato rischio di K portio (H SIL, AGC etc)25. Isteroscopie per sospetto oncologico26. Procedure di PMA (Procreazione medicalmente assistita) esclusivamente per pazienti già in trattamento che devono effettuare prelievo ovocitario ed embriotransfer27. Interventi chirurgici ginecologi per patologia oncologica    

Ciao Marina

Care amiche, A rendere più doloroso questo momento cruciale è giunta ieri sera la notizia della perdita di una persona a noi tutte molto cara. La nostra ex Presidente Marina Paladin ci ha lasciati. Non siamo in grado di tributarle l'onore e, prima di tutto, l'affetto che merita, a causa della situazione surreale che stiamo vivendo. Ho personalmente inoltrato alla famiglia i segni della nostra vicinanza nel dolore della perdita e nell’angoscia della solitudine in cui i nostri cari sono costretti ad affrontare l’ultima prova. Il debito di riconoscenza verso Marina discende dalla sopravvivenza stessa dell’UDI a Savona, quando tanti anni fa raccolse sulle sue spalle l’eredità luminosa dell’associazione e dei suoi valori più alti, portandoli avanti con caparbia pacatezza e serena determinazione.  Marina considerava l’UDI e tutte noi parte della sua famiglia e noi ne rimpiangiamo la generosità, l’indulgenza e l'affetto che ci ha sempre mostrato.Il post su FB sta raccogliendo centinaia di commenti di rimpianto e di condoglianze, tanti ricordano la sua attività di volontariato come infermiera nell’ambulatorio adiacente la nostra vecchia sede dell’UDI. Un abbraccio a tutte voi in questo giorno che si fa ancor più triste e desolato per questa grave perdita. UDI Savona - Angelica Lubrano   ​

Il Presidente Saharawi concede la Cittadinanza Onoraria a Marisa Rodano​

Facciamo le nostre più sentite congratulazioni a Marisa per questo importantissimo riconoscimento. Segue la comunicazione ufficiale:  La Rappresentanza del Fronte POLISARIO per L'Italia è lieta d'annunciare che il Presidente dellaRepubblica Saharawi il Signor Brahim Gali, ha concesso la cittadinanza onoraria a Marisa LisaCinciari Rodano. Per la sua lunga traiettoria straordinaria di solidarietà con il popolo saharawi, peril suo infaticabile impegno per il diritto all'autodeterminazione.Marisa Rodano ha guidato l'intergruppo parlamentare europeo per il popolo saharawi, è stataPresidente dell'associazione Nazionale, poi segretaria generale dell'associazione, ha sostenuto ledonne saharawi, progetti a sostegno della gioventù e dei più vulnerabili. Marisa è tuttora un punto diriferimento importante per questa Rappresentanza.Questo gesto arriva come riconoscimento allo straordinario lavoro che ha compiuto il movimentosolidario italiano lungo questi 45 anni a fianco al popolo saharawi.Il Presidente Saharawi Signor Brahim Gali augura al Italia una pronta ripresa.A Marisa Rodano e tutto il movimento solidale italiano va la nostra gratitudine e stima.La Rappresenta del Fronte POLISARIO per L'Italia.Fatima Mahfud   

Richiesta congiunta al Governo per la protezione di donne e minori dalla violenza

Soprattutto in questo momento così difficile per il nostro paese e per tutta la società, servono politiche integrate per approfondire quale percorso le donne vittime di violenza debbano intraprendere per sfuggire agli uomini violenti.La Ministra Elena Bonetti rilancia il numero di pubblica utilità 1522 in vari articoli e nelle trasmissioni televisive, ma nonostante ciò riteniamo che non sia una risposta sufficiente alla luce del fatto che il 1522 lavora in rete con una parte dei centri antiviolenza d'Italia. A sostenerlo in una nota Fondazione Pangea Onlus con la rete Reama, L'associazione Nazionale Telefono Rosa - Pagina Ufficiale e l'#Udi, Unione delle donne in ItaliaAd oggi i centri antiviolenza, secondo la rilevazione del 2017 sono 366 in tutto il paese ma le telefonate sono diminuite. È opportuno chiarire e dare ulteriori informazioni perché i CAV - Centri Antiviolenza, che sono nella maggior parte dei casi chiusi, operano costantemente al telefono fornendo consulenza legale civile e penale e soprattutto sostegno psicologico. La consulenza legale è necessaria alle donne per avere consigli, per preparare una denuncia e per il percorso successivo da intraprendere. Sono invece funzionanti le Case Rifugio, ma molte di esse sono già piene e non possono garantire ulteriori prese in carico e alloggiare donne ex novo. Sarebbe utile,per gli addetti ai lavori, conoscere quali Case Rifugio abbiano ancora spazi disponibili e se sono attrezzate con spazi adeguati per far trascorrere la quarantena alle donne in situazioni di infezione. Dovrebbe altresì essere chiara la prassi sanitaria da seguire in tutta Italia prima di poter inserire le donne nelle Case e le operatrici dovrebbero essere munite di mascherine e guanti da parte della protezione civile per garantire anche la propria sicurezza sanitaria.Se una donna è in pericolo ed esce di casa, incontrando le forze dell'ordine, più che compilare un modulo può chiedere aiuto per uscire dalla situazione di pericolo in cui si trova, dichiarando lo stato di necessità per la sua messa in sicurezza. Sarebbe soprattutto opportuno far uscire il violento di casa con misure immediate speciali, allontanandolo sino al periodo post COVID19 e assicurando tutte le condizioni sanitarie e di sicurezza necessarie anche per il violento. In ogni caso vanno assicurate alle donne tutte le condizioni necessarie sanitarie e di sicurezza per la donna e per i figli.Per i finanziamenti stanziati con DPCM fino al 2020 a tutte le Regioni, chiediamo che siano erogati direttamente ai centri in funzione che sono riconosciuti dalle regioni e dal DPO con massima urgenza, entro e non oltre 15 gg.Speriamo che le nostre richieste vengano accolte in tempi brevi. Oggi più che mai dobbiamo assicurare alle donne e ai minori protezione e sicurezza.Firmato -Associazione Telefono Rosa-Pangea Onlus-Unione Donne in Italia  ​

La violenza ai tempi del coronavirus

Sono questi momenti di paura, di angoscia e di sgomento per ciò che ci sta accadendo attorno e che, oggi come oggi, possiamo vedere quasi esclusivamente dalla finestra di casa o dalle nostre finestre virtuali sul mondo. In un momento in cui si alternano visioni strazianti di processioni di feretri a cori patriottici, in cui si disquisisce sul livellamento delle diseguaglianze e sulla presunta rinascita del senso di umanità, noi diciamo che la pandemia non livella nulla, né rende buono chi prima non lo era. Come è noto, le fasce di popolazione più esposte e con meno tutele, oggi lo sono ancora di più, e lo stesso discorso vale per il presunto rinnovato spirito di umanità. Lo sanno bene le donne vittime di violenza. Lo sa bene la donna accoltellata a Imola dall'ex marito in pieno centro commerciale e lo sa bene la moglie del procuratore generale della Cassazione Fresa. Il violento infatti resta violento anche con la quarantena e anzi, se possibile, lo diventa anche di più. L'impressionante calo di richieste di contatto che tutti i centri antiviolenza stanno registrando dall'inizio del periodo di chiusura forzata non è infatti certo indice di una ritrovata armonia coniugale, ma semmai di paura, di impossibilità a comunicare in quanto costrette in casa col maltrattante.In un momento come questo bisogna andare oltre l'ascolto e l'assistenza a distanza. È indispensabile da parte del governo adottare misure concrete e rapide su tutto il territorio nazionale per quelle donne che necessitano una fuoriuscita rapida dall'ambiente domestico e che non hanno un altro posto dove andare, né mezzi economici.Questo è ciò che chiedono le associazioni di donne e le reti dei centri antiviolenza sottolineando l’altissima criticità del momento rispetto a tutto il percorso di una donna maltrattata: dalla richiesta di aiuto, probabilmente resa quasi impossibile dalla forzata convivenza, al dove, come ripararla in un momento dove sono prioritarie la salute pubblica, i periodi di quarantena e la distanza sociale.Pur nella forzata immobilità a cui siamo tenute, vogliamo far sentire le   esigenze oggi e la concretezza dei problemi delle donne maltrattate al tempo del coronavirus e dare il nostro apporto perché nell’angoscia del momento, si continuino però a dire e fare cose sensate e utili. ​  

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