Molestie durante l'adunata nazionale alpini

Nel corso del raduno degli alpini di Rimini si sono registrate numerose testimonianze di molestie attuate da uomini nei confronti di donne, portate alla luce dal comunicato di NUDM Rimini.A fronte della polemica che si è aperta, da cui è emerso che condotte di questo genere sono all'ordine del giorno in questo tipo di contesti, l'Associazione nazionale degli alpini ha replicato dicendo che è "quasi fisiologico che possano verificarsi episodi di maleducazione quando ci sono tante persone presenti". Noi rispondiamo che le molestie sessuali non sono maleducazione, sono atti di violenza ed esercizio di potere, e non sono attuate da "persone", ma da uomini nei confronti di donne. E no, non è fisiologico che l'essere umano di sesso maschile -seppur in gruppo- non sia in grado di tenere a freno i propri impulsi più animaleschi. Gli uomini non sono animali (sembra doveroso a questo punto doverlo ricordare), e dunque i loro atti non sono dettati dall'istinto, ma da violenza e prevaricazione, e come tali vanno letti e denunciati. Ancor più grave poi è il fatto che tali azioni siano state compiute da componenti dell'esercito, da parte di rappresentanze dello Stato. Per questo chiediamo che venga fatta luce su tali eventi e che vengano accertate le responsabilità. Plaudiamo al coraggio delle donne che hanno denunciato pubblicamente, oltre che penalmente, le molestie subite. Leggiamo questo come un segno positivo dei tempi che cambiano, come un successo di tutti gli anni di lotta alla violenza maschile sulle donne da parte di associazioni e movimenti, segno di una società più consapevole, di donne consapevoli e autodeterminate.Il comunicato dell'Associazione Nazionale Alpini ci ricorda comunque che il lavoro da fare è ancora tanto, ma comunque già la pubblica denuncia è un segno positivo, un ulteriore stimolo alla riflessione su un tema, quale quello della violenza maschile sulle donne, di cui si parla sempre, ma non sempre in termini adeguati.​    

UDI Ferrara parte civile in un femminicidio

Nella giornata del 14 aprile 2022, presso la Corte d’Assise di Ferrara, si è svolta la prima udienza dibattimentale per il femminicidio – stando al capo d’imputazione contenuto nel Decreto che dispone il giudizio – di Rossella Placati per mano del suo compagno convivente, Doriano Saveri, in Bondeno, il 22 febbraio 2021.Altre ne seguiranno. Il processo si svolgerà nell’arco di svariate udienze per sentire decine di testimoni, tra cui le forze dell’ordine che hanno svolto rilievi, indagini, accertamenti.L’UDI Ferrara si è costituita parte civile, per far valere il proprio diritto soggettivo alla tutela delle donne contro ogni violenza di genere e discriminazione, leso dal reato.L’ammissione che ne è conseguita si colloca nel solco già tracciato da altri Tribunali che, prima di questo,  hanno ammesso la costituzione di parte civile dell’UDI. Ricordiamo il Tribunale di Modena in un processo per violenza di genere, il Tribunale di Savona, in un processo per diffamazione contro l’On. Laura Boldrini, la Corte d’Assise di Ravenna nel processo per il femminicidio di Giulia Ballestri ad opera di Matteo Cagnoni, la Corte d’Assise di Bologna nel processo per il femminicidio di Atika Gharib ad opera di M'hamed Chamekh.Riteniamo che la costituzione di parte civile nei processi in cui si accerta un reato di violenza maschile sulla donna costituisca un atto dovuto da parte dell’UDI, necessario al perseguimento dei propri scopi statutari, frustrati dalla condotta perseguita.Ma, oltre a questo, riteniamo che l’UDI abbia un dovere morale di stare vicina alle donne (o alle loro famiglie) vittime di reati di genere, per far sentire loro la nostra vicinanza, perché ogni volta che anche solo una singola donna rimane vittima di violenza, tutte le altre donne ne ricaveranno insicurezza, paura e diffidenza verso le istituzioni.Noi speriamo di far capire a tutte le donne che uscire dalla violenza si può e che ogni donna ha diritto a vivere la propria vita liberamente, senza condizionamenti, ed a realizzare i propri desideri.Un pensiero va a Rossella e alla sua famiglia, al cui fianco saremo sempre.​   

Adesione marcia pace Perugia- Assisi

Condanniamo fermamente l’ingiusta e violenta aggressione dell’Ucraina da parte di Putin e aderiamo con convinzione alla marcia per la pace Perugia-Assisi. L’impegno per il disarmo e per la pace fa parte della storia dell’Unione Donne in Italia e oggi, come nel passato, di fronte all’immane tragedia del popolo ucraino ribadiamo il nostro fermo no alla guerra e all’uso delle armi, convinte che l’unica possibilità, per quanto difficile, sia la strada del cessate il fuoco e della negoziazione.Non ci stancheremo mai di rimarcare che negoziare e trattare sono soluzioni più forti delle armi, cause di morti, esodi e distruzioni.Avvertiamo con timore e sgomento che tende a prevalere la logica della forza, della semplificazione, della cancellazione della storia e del buon senso, della manipolazione dei fatti, della narrazione a senso unico, della colpevolizzazione che non distingue le responsabilità di chi governa dal popolo governato. Tutto ciò non può che alimentare ancora di più la guerra, fomentare l’odio e azzerare l’intelligenza.In occasione della Marcia Perugia Assisi prevista per il 24 aprile prossimo, un evento straordinario che assumerà come sempre una dimensione mondiale, invitiamo tutte a considerare una fattibile partecipazione mettendosi in rete con altre associazioni od organizzazioni del territorio.Soprattutto, riteniamo che sia importante far pervenire al sito ufficiale della marcia  le adesioni di tutte le UDI o gruppi UDI accompagnate dalla motivazione“Niente più armi.Fuori la guerra dalla storia.Sarà un gesto politico importante che caratterizzerà il nostro pensiero sulle inutili guerre di tutti i tempi.UDI nazionale ha già aderito, aderiamo tutte!Segreteria nazionale UDIRoma, 1 aprile 2022    

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