Inaugurazione mostra Oltre Dafne

A Roma dal 10 al 30 settembre 2021 la mostraOLTRE DAFNE FERMARE APOLLOImmagini di storia e cambiamenti   È stata inaugurata oggi la mostra “Oltre Dafne fermare Apollo immagini di storia e cambiamenti” promossa dall’UDI – Unione Donne in Italia – in partenariato con Fondazione Pangea Onlus. La manifestazione ha richiamato l’attenzione di molte associazioni che operano contro la violenza di genere che hanno partecipato all’evento Ad inaugurare la mostra Valeria Valente presidente della commissione Femminicidio al Senato.La senatrice ha ringraziato l’UDI “una realtà preziosa e fondamentale a cui va riconosciuto un ruolo importante nel nostro Paese…l’associazione che ha dato vita ai primi centri antiviolenza”.La Valente ha anche sottolineato l’importanza della memoria e quanto essa incida sulle battaglie dei nostri giorni. “Quello che facciamo ci viene da quello che siamo state da quello che abbiamo fatto da come siamo arrivate ad essere quello che siamo oggi, a mantenere questa rete, questo filo rosso questo percorso”. Manuela Campitelli, per Fondazione Pangea Onlus, ha invece posto l’attenzione sul linguaggio: “Oggi più che mai è importante utilizzare le parole giuste al momento giusto perché il cambiamento culturale passa anche attraverso il linguaggio. Abbiamo visto quanto la narrazione tossica degli ultimi eventi possa fare male alle donne possa fare male a Dafne e non bloccare Apollo”. L’inaugurazione è proseguita con le parole di Sabrina Alfonsi presidente I Munucipio. Erano presenti tra le altre Maura Cossutta presidente Casa internazionale delle donne, Renata Natili presidente del Centro italiano femminile, Gabriella Moscatelli presidente di Telefono Rosa, Giulia Tempesta consigliera comunale. Alla conferenza stampa hanno partecipato oltre ai giornalisti e rappresentati di associazioni, le testimoni del documentario della regista Chiara Cremaschi: Antonella Penati, Giovanna Ferrari e Carla Cantatore. La mostra è anche interamente consultabile al sito: https://oltredafne.udinazionale.org/ Roma 10 settembre 2021    

Mostra Oltre Dafne

 A Roma dal 10 al 30 settembre 2021 la mostraOLTRE DAFNE FERMARE APOLLOImmagini di storia e cambiamenti  COME CONOSCERE LA VIOLENZA MASCHILE. DAL MITO ALLA CRONACA ATTRAVERSO LA STORIA DEI MANIFESTI UDI. LE IMMAGINI DELLE LOTTE DELLE DONNE PER IL CAMBIAMENTO E CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE Inaugurazione dell'esposizione - 10 settembre alle 12.00ex Complesso del Buon PastoreVia della Penitenza, 37 – II piano  “La violenza contro le donne è antica quanto il mondo ma nessuno pensa mai di raccontarla perché molti non la riconoscono e molti pensano che sia “naturale  e conveniente”. Al contrario è un sistema di potere che si tramanda nei secoli e che rimane pervasivo anche nella nostra epoca ma che dobbiamo prevenire e fermare. L'idea della mostra prende spunto dal mito di Apollo e Dafne dove la bellissima ninfa per sfuggire ad Apollo che vuole possederla chiede aiuto ai genitori e viene trasformata in un albero di alloro. Perché bloccare Dafne e non fermare Apollo che la insidiava?La mancanza del consenso di Dafne dovrebbe indurre gli uomini a capire che non possono esercitare nessun potere e nessuna violenza sulle donne. La mostra “Oltre Dafne fermare Apollo” è articolata attraverso un percorso espositivo che racconta la storia del fenomeno della violenza in Italia e utilizza diversi strumenti comunicativi a cominciare dai manifesti dell’Udi per veicolare messaggi politici innovativi e capaci di arrivare a tutte/i.Una Linea del tempo accompagna i visitatori e mostra date sia storiche che legislative, nazionali e internazionali, oltre che avvenimenti che hanno modificato la società e la cultura.Testo e immagini (manifesti e fotografie) raccontano i cambiamenti dal dopoguerra a oggi, grazie all’azione politica delle donne dell’UDI. Il tutto è corredato di Qrcode, (accessibile tramite l’app Oltre Dafne gratuitamente scaricabile sui propri devices) dove poter accedere ad approfondimenti testuali e visuali. La mostra prevede anche la proiezione di un video di manifesti politici e fotografie storiche che scandiscono il passaggio dei tempi e le conquiste delle donne in Italia negli ultimi 76 anni, e di un documentario con testimonianze raccolte della regista Chiara Cremaschi La mostra è accompagnata da un concorso per le scuole, dove le giovani generazioni potranno realizzare sul tema della violenza sulle donne elaborati che saranno successivamente valutati da una Giuria e premiati. Il progetto è in partenariato con Pangea Onlus. Il 10 settembre alle 10.30 la conferenza stampa presso l’Archivio Centrale Udi (primo piano) Via della Penitenza, 37. Parteciperanno Vittoria Tola, Segreteria Nazionale Udi, Valeria Valente presidente Commissione Femminicidio Senato, Simona Lanzoni, Vice presidente Fondazione Pangea Onlus, Sabrina Alfonsi presidente I Municipio Roma  La mostra è aperta da lunedì a sabato dalle 10.00 alle 18.00domenica dalle 10.00 alle 14.00È preferibile la prenotazione scrivendo alla seguente mail:Per accedere alla mostra è obbligatorio esibire il green pass come da normativa.      Ufficio stampaSilvana M. AversaMobile +39 3284112349Email     ​

Comunicato sulla situazione in Afghanistan

Ancora una volta misuriamo l’ipocrisia e il cinismo della politica maschile e i suoi effetti devastanti su donne, uomini e bambini e bambine. Dopo 20 anni di guerra, giustificata con la necessità di combattere il terrorismo jihadista, di esportare la democrazia, di affermare i diritti delle donne, si abbandona un Afghanistan straziato in mano ai talebani, di cui l’occidente ben conosce efferatezza e estrema misoginia. Arrivano già messaggi, notizie di tremende violenze contro le donne che disperate chiedono il nostro aiuto. Anche noi, come tante e tanti altri, pretendiamo che il nostro governo intervenga immediatamente in tutti i modi possibili, corridoi umanitari, accoglienza e altro, per mettere in salvo donne, bambini e bambine e vi chiediamo di firmare tutte le petizioni che vanno in questa direzione. Sappiamo tuttavia che non è sufficiente e che dovremmo fare di più. Dovremmo dire basta ai sogni mortiferi di onnipotenza maschile che portano alle guerre e che generano morte e distruzione. Dovremmo smetterla di chiedere di essere incluse in un mondo sempre più dominato, dietro una parvenza di falsa democrazia, dalla logica del più forte. Dovremmo dire basta al potere maschile e confliggere con coraggio e consapevolezza invece di chiedere quote per condividerlo. Dovremmo dire basta alla politica paritaria che porta a credere che gli uomini, le loro scelte, la loro politica, siano la misura migliore dello stare al mondo e che i diritti siano sinonimo di libertà. Le donne presenti nelle istituzioni dovrebbero mostrare autonomia e prendere le distanze da una politica affaristica, compromissoria e finalizzata al potere. Dovremmo prendere nelle nostre mani, ricche di esperienza femminile e di una differente visione della realtà e della politica, le redini del mondo. È l’unica strada per non continuare a rimediare ai mali, come sempre le donne hanno fatto, causati dalla stoltezza maschile. Udipalermo     

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