Un ultimo saluto a Giovanna Cau​

Un mese fa ci lasciava una gran donna Giovanna Cau, antifascista, conoscosciuta dai più come l’avvocata del cinema italiano ma lei era anche un’amica delle donne. Ed è così che Luisa Laurelli, sua grande amica, vuole ricordare il suo operato ma anche la sua grande disponibilità e solidarietà verso gli altri. Salutiamo Giovanna una grande donna a cui la città di Roma deve tanto. Cara Giovanna, queste cose le avrei scritte per il tuo funerale, se fosse stato possibile celebrarlo. Non è stato cosi e perciò scrivo di te, dopo aver parlato con la tua amatissima nipote Alessandra. Io e te abbiamo 30 anni di differenza, e tu pochi giorni fa avresti compiuto 97 anni, ma nonostante questo siamo diventate amiche da subito. Amiche vere, di quelle con cui si può parlare di tutto, con le quali basta scambiarsi anche solo uno sguardo per capirsi al volo. Ho avuto la fortuna di conoscerti quando partecipasti alla prima seduta del consiglio comunale di Roma, da eletta nella lista civica di Walter Veltroni. Quando sei entrata in confidenza con alcuni di noi, ti piaceva scherzare su questa tua imprevista elezione, giacchè in campagna elettorale ti eri limitata a scrivere una lettera ai tuoi amici del mondo del cinema, e dell’associazione persone con sindrome di Down nonchè al tuo prestigioso mondo di avvocato. Io conservo il tuo depliant della campagna elettorale nella quale compare una tua foto con la toga. Ti stupivi di essere stata eletta alla bella età di 78 anni, ma dopo che ci siamo conosciute, ho capito il perchè: il tuo valore come persona e come professionista è stato incommensurabile!!!! Ecco perchè sei stata eletta. Io e te all’inizio eravamo sedute una di fronte all’altra, poiché facevamo parte di gruppi diversi ed eravamo separate dall’ampiezza dell’aula Giulio Cesare. Io ti osservavo piccola piccola, quasi nascosta dietro il tuo banco di consigliere, ma cosi attiva e presente. Dopo pochi mesi raccogliendo un tuo disagio, ti ho proposto di entrare a far parte del gruppo del Pd, giacchè era evidente che da inesperta di politica quale eri, saresti stata più a tuo agio in un contesto più strutturato e regolato. Ma poi eri certamente una donna di sinistra curiosa della politica ed era giusto che stessi con persone che ti erano idealmente più affini. Non hai mai mancato una seduta di consiglio o delle commissioni di cui facevi parte (commissione cultura e politiche sociali), non sono mai riuscita ad arrivare prima di te ad una riunione. Ricordo che giravi con una leggera borsetta di stoffa dentro la quale oltre alle cose essenziali per te, che erano sigarette, piccolissimo posacenere portatile, telefono, carta e penna, avevi sempre i documenti e le delibere necessarie alla riunione e, quando cercavamo un atto, facevi prima tu a trovarli nella tua borsetta essenziale, che io tramite gli Uffici che avevo a disposizione. Siamo state sedute una a fianco all’altra fino a 2005, quando io sono stata eletta in regione e ho dato le dimissioni dal Campidoglio per dedicarmi solo ad una incombenza. Tu hai sempre detto di essere il mio peones e che dovevi a me di essere riuscita a capire la politica Capitolina: in realtà hai appreso molto in fretta le regole di funzionamento dell’istituzione e la differenza tra i vari atti…salvo il divieto del fumo che contravvenivi quando potevi. Ti ho spiegato che eri passibile di essere multata da parte dei vigili urbani e che anche se davi poche tirate alla sigaretta, il fumo si vedeva alla luce della tua lampada da tavolo e che quindi eri individuabile. Riuscisti a fumare ugualmente e ti vantavi di essere diventata amica di alcuni vigili urbani, fumatori come te, con i quali quando potevi, ti appartavi nel piccolo ballatoio fuori dell’aula per fumare con loro. Il tuo lavoro si è espresso alla grande nelle commissioni dove in ambito culturale eri tu a far scuola a tutti, con la tua esperienza e con i tuoi prestigiosi rapporti. Nella commissione servizi sociali hai lasciato il segno in ogni atto che abbiamo preparato per il consiglio: il Primo piano regolatore del Comune di Roma, i nuovi regolamenti relativi alla gestione della Farmacap e della fondazione per il dopo di noi, sull’assistenza domiciliare, la teleassistenza, il regolamento dei centri anziani. Noi abbiamo in quegli anni aggiornato e rivisto tutti i regolamenti del sociale, alla luce delle recenti leggi di riforma. Con te abbiamo preparato il consiglio straordinario che si tenne nel Carcere di Rebibbia, dove si decisero misure relative ai diritti delle persone recluse, a cominciare dalle donne detenute con bambini. A proposito del regolamento dei centri anziani che sono oltre 150 a Roma e offrono servizi a oltre 100 mila anziani, all’ epoca mi misi in testa di costruire il nuovo regolamento in modo partecipato. Organizzai fino a fine luglio ogni settimana riunioni con tutti i comitati di gestione, municipio per municipio. Anche nel caldo di luglio tu mi sei sempre stata accanto e un giorno, alla fine dell’ennesimo incontro, sbuffando mi hai fatto notare che tutte le donne del centro erano tirate a lucido, imbellettate e con capelli freschi di parrucchiere, mentre solo noi due eravamo sfatte e sgarrupate. Nel mezzo della bufera giudiziaria che ci sconvolse per i fatti legati alle tombe del settore ebraico vandalizzate, abbiamo scritto il nuovo regolamento dei servizi funebri e cimiteriali . Fu questo lavoro, assieme all’ assoluta correttezza dei comportamenti di tutti consiglieri della commissione politiche sociali, che ci ha fatto prosciogliere pienamente, dopo ben 6 anni di attesa, con la sentenza che ha chiuso un’indagine della magistratura che fece scalpore e che ci ha procurato tanto dolore. Anche in quell’occasione hai dimostrato la tua grandezza perche’, nonostante fossi un grande avvocato, facesti un passo indietro quando si decise con i nostri avvocati, che solo io presidente della Commisione, sarei andata a piazzale Clodio a rappresentare tutti. Parlavi poco durante le sedute di consiglio, perchè pensavi sempre che si dovesse lasciare spazio a chi aveva più esperienza di te, ma fu mitico vederti intervenire in aula sul bilancio preventivo, a lungo, dettagliatamente e con competenza, quando ognuno di noi venne chiamato ad intervenire perchè la giunta aveva bisogno di più tempo prima che fosse pronta con gli emerdamenti da portare in aula. Tra le tue battaglie epiche ricordo il tuo voto contrario alla scelta del difensore civico che non si riusciva ad eleggere perchè alcuni consiglieri, tra cui la sottoscritta, non erano convinti del nominativo deciso dalla maggioranza. Non posso dimenticare quando di ritorno da Firenze assieme a te e Veltroni, parlando di questa vicenda che da tempo non vedeva la luce, Walter mi chiese di far rientrare i dissensi e di votare responsabilmente il lunedì successivo. Alla fine molti di noi ci mettemmo in riga ma tu no, perchè nel segreto dell’urna, dopo avermi rassicurata sul tuo allineamento, votasti comunque coerentemente in dissenso. Ricordo con emozione la sera in cui, alla fine della seduta di consiglio, abbiamo celebrato con Veltroni ed Ettore Scola, il tuo ottantesimo compleanno, con un’enorme torta ed un tuo bel discorso da politica ben integrata nell’istituzione. Eppure parlando del tuo ruolo di Consigliera, non smettevi mai di sottolineare la tua funzione di gregario, sicura che tutti affettuosamente ti avrebbero smentito. Tu avevi una mente aperta sul mondo ed eri molto piu’ moderna e giovane di tanti di noi. Proprio in questi giorni con Raffaela Milano ricordavamo la tua ineccepibile eleganza e il tuo modo giovanile molto colorato di vestire. A noi donne davi affettuosi consigli su come vestire perché fossimo sempre all’altezza della nostra funzione pubblica, per essere più e meglio dei nostri colleghi uomini. Nelle nostre occasioni di convivialità ci raccontavi senza appesantimenti, il periodo della guerra trascorso a Roma nella sofferenza di vivere le vessazioni della dittatura e l’occupazione dei tedeschi e di come, nonostante le grandi difficoltà, riuscisti giovanissima a laurearti. A proposito di battaglie al femminile, tu ci raccontavi del tuo impegno per ottenere il riconoscimento del diritto di voto per le donne, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Citavi le donne importanti della Costituente e dicevi che anche tu avresti potuto intraprendere la carriera politica direttamente da parlamentare, se solo avessi voluto. Ricordavi le tante volte che ti eri recata in delegazione nella sede del Viminale, fino al raggiungimento dell’obiettivo. Eri molto fiera di quel tuo impegno che però fu una parentesi che si chiuse, visto che per te il lavoro di avvocato era la priorità il tuo lavoro di avvocato ha lasciato il segno nella storia italiana: tu sei stata la più grande esperta del diritto dell’autore, riconoscimento ottenuto grazie alle proteste di tutto il mondo del cinema e degli intellettuali italiani, che organizzarono menifestazioni in piazza del Popolo, dove da Fellini a Mastroianni, da Scola a Gregoretti, tutti salivano su un palco per pretendere la legislazione necessaria per il riconoscimento del diritto dell’autore. Poi di te voglio ricordare la giovanna più intima, che ci invitava a cena a casa sua per mangiare i manicaretti che preparavi e dove, di volta in volta, abbiamo avuto modo di conoscere i suoi amici del mondo del cinema e della letteratura, coinvolti nei progetti sui quali lavoravamo. Riuscimmo a far finaziare il film sui clown dottori operanti in Afganistan, la ristruttarazione della sede dell’Aipd di Roma, la realizzazione della casa per il dopo di noi a Borgo Pio, la realizzazione della casa del cinema. Ma è rimasta famosa la tua battaglia per adeguare il numero di toilette nell’auditorium di Renzo Piano, quasi pronto per l’inaugurazione. Partecipasti ad un sopralluogo nel cantiere con la commissione cultura e segnalasti la necessità di incrementare il numero dei bagni e eliminare la difficoltà di poterli raggiungere. Testarda come eri quando ti mettevi in testa il raggiungimento di uno scopo, tutti furono costretti a prendere atto della tua giusta protesta e per l’inaugurazione tutto fu realizzato al meglio. Quando vado all’auditorium non posso non pensarti, anche per questa tua battaglia. Tu Giovanna hai segnato in questi 20 anni, tante scelte compiute dalla mia famiglia e dai miei figli. Non ha mai mancato una festa di compleanno di mia madre, il battesimo del mio nipotino, la festa di laurea e il matrimonio di mia figlia dove prendesti addirittura la parola. Hai voluto partecipare alla scelta della casa in cui vivo, di cui hai voluto trattare personalmente il costo. Su tua sollecitazione abbiamo deciso di aiutare i due figli a comprarsi casa, invitata da te a non sperperare i miei compensi da consigliera regionale. Sono stati anni in cui ci siamo arricchiti della tua presenza costante ed affettuosa ed ora ci manchi. Vivrai per sempre nei nostri cuori e parleranno di te le tante conquiste del nostro paese e della nostra Citta’.     ​

Ciao Marina

Care amiche, A rendere più doloroso questo momento cruciale è giunta ieri sera la notizia della perdita di una persona a noi tutte molto cara. La nostra ex Presidente Marina Paladin ci ha lasciati. Non siamo in grado di tributarle l'onore e, prima di tutto, l'affetto che merita, a causa della situazione surreale che stiamo vivendo. Ho personalmente inoltrato alla famiglia i segni della nostra vicinanza nel dolore della perdita e nell’angoscia della solitudine in cui i nostri cari sono costretti ad affrontare l’ultima prova. Il debito di riconoscenza verso Marina discende dalla sopravvivenza stessa dell’UDI a Savona, quando tanti anni fa raccolse sulle sue spalle l’eredità luminosa dell’associazione e dei suoi valori più alti, portandoli avanti con caparbia pacatezza e serena determinazione.  Marina considerava l’UDI e tutte noi parte della sua famiglia e noi ne rimpiangiamo la generosità, l’indulgenza e l'affetto che ci ha sempre mostrato.Il post su FB sta raccogliendo centinaia di commenti di rimpianto e di condoglianze, tanti ricordano la sua attività di volontariato come infermiera nell’ambulatorio adiacente la nostra vecchia sede dell’UDI. Un abbraccio a tutte voi in questo giorno che si fa ancor più triste e desolato per questa grave perdita. UDI Savona - Angelica Lubrano   ​

Ciao Marina

Ci sono donne che sanno attraversare i luoghi della politica e le relazioni umane con una postura morbida, accogliente, generosa. Una di loro è Marina Pivetta che, dopo mesi di sofferenze, la notte scorsa purtroppo ci ha lasciate. Lo sgomento, il dolore rendono difficile trovare le parole, ma sentiamo che occorre farlo. Con lei per tanti anni , addirittura decenni, abbiamo condiviso speranze, passioni, fatiche. Ricordiamo come dono per tutte il suo impegno nel foglio “Il paese delle donne”, prezioso strumento di comunicazione anche in anni difficili. Nell’Udi la sua presenza discreta, la sua intelligenza, il tono pacato ma fermo della sua voce, hanno arricchito fin dagli anni ottanta le Assemblee Nazionali, i Congressi e alcuni importanti progetti comuni. Per questo Marina resterà viva nel ricordo di quante di noi hanno avuto il piacere di conoscerla, di lavorare con lei. Le porgiamo l’ultimo saluto insieme all'affetto, alla stima, alla gratitudine, al rimpianto. Le donne dell’UDIRoma 29 gennaio 2020​

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