Le Costituenti: donne speciali, donne come noi​

Cosa è la Costituzione? Chi l’ha scritta? Chi sono le donne che per prime si sono misurate nella Politica istituzionale dopo la conquista del voto? Quale apporto hanno dato nella definizione estesura della struttura istituzionale, sociale e politica del nostro Paese?Questi sono alcuni interrogativi a cui il volume dell'UDI, appena uscito, vuole rispondere. In seguito alla Resistenza e all’impegno civico, nel 1946 le donne entrano in scena, per la prima volta, nella politica ufficiale del nostro Paese. Chi sono e da dove vengono? Sono 21 donne su 556 seggi nell’Assemblea Costituente che redigerà la Costituzione italiana.Una storia di ieri che ha posto le basi per l’oggi e il domani. La storia, i diritti, le lotte pococonosciute ma che appartengono a tutti noi.Per maggiori informazioni clicca qui.  

#IOSTOCONLAMADREDIBARESSA​

In questi giorni si è consumata l'ignobile vicenda che, dalle notizie a nostra disposizione, ha visto una bambina di soli due anni e mezzo strappata alla madre dalle forze dell'ordine in virtù di un provvedimento che ha deciso l'affido esclusivo della stessa al padre, nonostante l'assenza di giudizio di inidoneità genitoriale nei confronti della madre, nonostante la condotta abusante dell'uomo denunciata dalla madre, nonostante il parere negativo degli psicologi. Tutto questo in nome del presunto diritto alla "bigenitorialità" della minore. Il provvedimento è in contraddizione con la motivazione: come può definirsi rispetto del diritto alla bigenitorialità la privazione, in così tenera età, della presenza costante e della cura amorevole di una madre, in favore di un affidamento esclusivo al padre?! La vicenda della madre di Baressa è l'emblema di un vero e proprio abuso che viene esercitato sempre più spesso nelle aule dei tribunali, nello sconcertante silenzio generale dei media nazionali e del mondo politico che, attraverso proposte di legge quali quella appena presentata sull'alienazione parentale, già presente nel contratto di governo, si rende per giunta connivente. Ed è cosi che tante madri, già assoggettate ad una condizione di subalternità psicologica o economica dal proprio ex partner abusante, per il solo fatto di aver denunciato le violenze subite si ritrovano non solo private dei propri figli senza alcuno scrupolo, ma per giunta relegate in un isolamento sociale che, di fatto, le rende impotenti di fronte a tali aberranti ingiustizie. Non c'è giustificazione che possa reggere un abuso come quello subito dalla madre di Baressa e dalla propria figlia, specie se a giustificazione viene posto il diritto alla bigenitorialità. Occorre un'immediata mobilitazione da parte delle istituzioni affinché la figlia venga restituita alla madre il prima possibile e mai più figli vengano strappati alle madri in questo modo. Il genitore violento e abusante non può essere considerato genitore affidabile dalla legge perché non è più un genitore nei fatti.​   

A noi donne dell'UDI i primi segnali del "Governo del Cambiamento" preoccupano​

Oggi, con apprensione basata solo sui fatti e le parole pronunciate sino ad ora, guardiamo a quanto sta accadendo ponendoci interrogativi pesanti e denunciamo la rinnovata cancellazione delle donne come soggetti politici autonomi; soggetti verso i quali, tutto all’opposto, si sta scatenando odio e disprezzo, rinnovando discriminazioni e paure antiche. Stiamo assistendo in questi giorni alla scelta della via più breve, anche nelle migrazioni, che rischia sempre di essere quella della prepotenza e del prepotere maschile sessista e razzista che tenta la sopraffazione del più debole, del più fragile invece di far valere umanità e norme internazionali a cui tutti i paesi civili sono tenuti venendo meno alla protezione umanitaria. A questo governo vorremmo dunque ricordare che la civiltà di un popolo si misura anche sull'inclusione, sulla capacità di guardare a metà del popolo italiano e all'altro con la serenità e i mezzi che l'intelligenza culturale e sociale mette a disposizione anche grazie alle donne da molto tempo e alle convenzioni internazionali. Allora ricordiamo:Ai difensori della "sicurezza", che dovrebbero sapere che tutti i crimini violenti sono in calo salvo una tipologia: il femminicidio, che si ripete con quotidianità nel silenzio della politica, e la violenza contro le donne. Il Ministro Salvini e tutto il governo ci dica come vogliono fronteggiarlo. A tal proposito, vorremmo anche ricordare che la cosiddetta “sindrome di alienazione parentale”, che ciclicamente alcune realtà hanno tentano di introdurre nell’agenda legislativa e nei tribunali, e che oggi rientra nei temi del contratto di governo, è una presunta patologia del tutto priva di fondamento scientifico ed è già stata ampiamente sconfessata dalla Corte di Legittimità e che crea vittimizzazione secondaria;A chi si preoccupa del basso tasso di natalità, che le donne potrebbero tornare a fare figli solo se aumenterà il tasso di occupazione femminile e giovanile stabile, la rete dei servizi per accogliere e seguire la maternità, la condivisione equa all'interno della coppia del carico di cura verso i bambini e gli anziani e la piena applicazione della legge 194;Al Ministro per la famiglia e a quanti dicono di aver attenzione per essa, di verificare come sono realmente composte le famiglie nel nostro Paese. Oltre un quarto è infatti composto da una sola persona (quasi sempre una donna anziana e povera) o da persone con carico familiare (e anche in questo caso si tratta di donne). Al nuovo Sottosegretario delegato alle pari opportunità ci sembra opportuno ricordare che dovrà chiarire cosa intende per pari opportunità: il partito che lo ha indicato ha improvvisamente infatti scordato la questione delle competenze. Le pari opportunità di genere sono infatti una vera competenza in cui sono tradizionalmente più esperte le donne che se ne sono a lungo occupate; va esercitata come prevedono le nostre leggi per valutare tra l'altro "l'impatto di genere" di ogni legge, senza il quale non solo le misure potrebbero essere meno efficaci ma ingiuste e spesso inutili, infatti non c'è maggiore ingiustizia che trattare in modo uguale soggetti diversi;Alle parlamentari tutte, che la loro presenza in Parlamento è anche frutto delle lotte di tanti anni di tante donne italiane per una più equa rappresentanza di genere e che alle donne dovrebbero saper rispondere con la loro attività politica e proposte ed iniziative condivise e che dovrebbero rispettare le norme internazionali che l’Italia ha firmato. Noi donne siamo state "cancellate" come soggetto politico fin dal dibattito durante la campagna elettorale. Sono stati sistematicamente cancellati così non semplicemente anni di lotte e di conquiste delle donne italiane, ma tutte le questioni aperte che in maniera differente riguardano tutte e tutti. E questo non è un difetto secondario solo per noi, ma anche per il Paese, ed è un difetto che abbiamo visto e combattuto anche negli ultimi anni.Ebbene, oggi più che mai, noi continuiamo ad esserci, ad essere presenti con tutte coloro e per tutte coloro che continuano a riconoscere nella cultura e politica delle donne una dimensione concreta di civiltà e di rispetto della soggettività e della libertà femminile oltre che del diritto di cittadinanza sancito dalla Costituzione italiana.   ​

Il giardino di Federico

Pubblichiamo di seguito alcune foto del pomeriggio di giovedì 19 aprile 2018 a San Donato Milanese, nel corso della cerimonia dedicata ad intitolare a Federico Barakat il parco giochi fra via Battisti e via Iannozzi. In questa giornata Federico avrebbe compiuto 18 anni, se non fosse stato ucciso dal padre 9 anni fa in un tragico evento che scosse tutta la comunità cittadina. Per l'UDI, era presente ed è intervenuta Vittoria Tola.  

Festa della Legalità 2018

Una giornata di sensibilizzazione pubblica “La festa della legalità”, che vuole rilanciare il tema e che ha voluto premiare personalità di alto spessore nel mondo della giustizia e nel panorama nazionale del contrasto alla violenza di genere, tra queste anche Serena Dandini, autrice e conduttrice tv, ma anche Maura Misti, demografa e ricercatrice del CNR e Fabio Roia, presidente di Sezione presso il tribunale di Milano.  A consegnare il premio a Serena Dandini c'era, per l'UDI, Vittoria Tola. Prima della consegna dei riconoscimenti, gli alunni della scuola secondaria di primo grado “Cezzi” di Novoli hanno installato nello spazio antistante iul monastero di San Giovanni Evangelista, “la Ruota della Legalità”. Quest’anno la manifestazione, ideata e fortemente voluta fin dal 1998 dal Procuratore Vigna ed a lui oggi dedicata, cade nel ventrennale della nascita del centro Antiviolenza Renata Fonte. Di seguito alcuni video dell'evento. ​

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