30 0ttobre 2008
AISHA
La lapidazione della tredicenne somala, Aisha, a Chisimaio nei pressi di Mogadiscio è l'ennesima ferita inferta a tutto il genere femminile.
Come cittadine di un paese democratico non possiamo tacere e dobbiamo gridare che il rispetto dei diritti umani e dei corpi delle donne e dei bambini è l'unica regola possibile per una convivenza civile dei generi e dei popoli.
Come donne non possiamo tacere di fronte al massacro di tante nostre sorelle, perchè questo sono le donne uccise per non essere state alle regole del patriarcato.
Il 25 novembre, quando partirà la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, che l'UDI ha promosso, ci ricorderemo di Lorena. di Hiina ma anche di Aisha. Attraverseremo l'Italia per un intero anno per dire - ogni giorno - in tante e ovunque che questi atti di guerra contro le donne devono finire. Mi aspetto da un paese civile che anche gli uomini prendano coscienza delle loro responsabilità, reali e simboliche, perchè la tenacia con cuo tengon fuori le donne da tutti i luoghi decisionali immiserisce anche il genere maschile e li rende tutti complici dei gesti violenti e perversi di alcuni.
Pina Nuzzo
SOMALIA:UNIONE DONNE,LAPIDAZIONE E'FERITA A GENERE FEMMINILE (ANSA) - ROMA, 30 OTT - La lapidazione della tredicenne somala Aisha e' ''l'ennesima ferita a tutto il genere femminile''. Lo dice Pina Nuzzo, presidente dell'Unione donne in Italia (Udi). ''Come cittadine di un paese democratico - aggiunge la Nuzzo - dobbiamo gridare che il rispetto dei diritti umani e dei corpi delle donne e dei bambini e' l'unica regola possibile per una convivenza civile dei generi e dei popoli''. L'Udi ha promosso per il 25 novembre una staffetta contro la violenza sulle donne. ''Ci ricorderemo di Lorena, di Hina ma anche di Aisha - spiega la Nuzzo -, attraverseremo l'Italia per un intero anno, per dire che questi atti di guerra contro le donne devono finire''. (ANSA). 30-OTT-08 13:15
Violenza Sessuata - Politiche UDI Nazionale
Abbiamo voluto una Staffetta di donne per dire che la violenza sulle donne deve finire, non solo nelle grandi manifestazioni nelle grandi città e nei comunicati stampa che siamo costrette a scrivere quasi quotidianamente, ma anche in provincia, nei paesi, nei piccoli centri. Lo sappiamo, la violenza si esprime in tanti modi: omofobia, razzismo, pedofilia, e poi l’avvelenamento dell’ambiente… e altro ancora.
Con questa iniziativa noi vogliamo dire basta alla violenza sessuata e al femminicidio.
L’Istat nel febbraio 2007 ci ha detto che sono 14 milioni le donne oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica, che i soprusi sono commessi soprattutto dal partner e che, tra i 16 e i 50 anni, la violenza viene prima di malattie o incidenti stradali, tra le cause di morte.
Femminicidio è parola ancora assente nei dizionari della lingua italiana.
Feminisidio viene coniata a Ciudad Juarez, una città messicana ai confini con gli USA, dove dal 1993 ad oggi sono state uccise 413 donne e 600 sono scomparse.
UDI l’ha fatta propria, traducendola in femminicidio e ne ha assunto il senso politico usandola in ogni occasione: manifestazioni, volantini, comunicati.
Così, piano piano, è entrata nel linguaggio comune.
Femminicidio: cioè uccisione di donne per mano di uomini. In genere gli assassini sono fidanzati, mariti o ex, ma anche padri, fratelli, conoscenti, solo qualche volta estranei.
Era necessario dare il nome appropriato a questo fenomeno terribile, che altrimenti rischiava di passare come un qualsiasi altro fatto di cronaca nera.
Femminicidio è un reato preciso e avviene quando un uomo uccide una donna per sentirsi maschio.
Per combattere un nemico tanto violento, per contrastare ogni più piccolo germe di questa normale malattia, dobbiamo essere unite, parlare, non mettere una distanza tra noi e le altre e, soprattutto, non sentirci mai estranee o privilegiate.
Se non ti è mai capitato di prendere delle botte, non per questo puoi lavartene le mani.
Dobbiamo guardare a quella donna picchiata con altri occhi: quella donna siamo NOI.
Non possiamo pretendere che lei da sola faccia quello che noi tutte non riusciamo a fare: far smettere agli uomini di essere violenti.
Quella donna, come noi, se ha un lavoro è sicuramente precario e sottopagato, almeno rispetto a quello equivalente di un uomo; se ha una casa spesso ce l’ha insieme a un uomo e ai figli. Se poi quella donna si rivolgerà alle istituzioni, quali risposte troverà se ovunque si decide, compreso il Parlamento, le donne sono pochissime?
Esiste una nazione di donne che può apparire invisibile e senza corpo, che tuttavia noi tutte vediamo e riconosciamo ogni giorno e ogni momento, quando facciamo la fila davanti agli sportelli, quando siamo sul tram o nella metropolitana.
Oggi, NOI ci riconosciamo le une con le altre cittadine di questa nazione misconosciuta, oscurata e maltrattata.
Nazione: i Latini la chiamavano Natio, Dea della nascita.
Vogliamo riconoscerci come cittadine, pur diverse per territorio, lingua, etnie e status sociale e culturale, per affermare l’esercizio pieno e uguale del nostro diritto di cittadinanza paritaria ovunque nel mondo.
Gli uomini già si riconoscono cittadini di uno Stato nel quale tutto, ma proprio tutto, è improntato e regolato a loro misura, anche i nostri atti procreativi.
Ciascuna di noi sa chi è oggi come cittadina, quali siano i suoi diritti e le leve per affermarli. Se una donna che viene da altri paesi non lo sa, noi abbiamo cura di informarla.
Per la Staffetta, abbiamo pensato delle parole che sintetizzassero tutto questo: Lorena ed Hiina siamo noi, infatti la Staffetta di donne contro la violenza sulle donne percorrerà l’Italia per un anno intero, a partire dalla giornata internazionale del 25 novembre; partirà da Niscemi, dove è stata assassinata Lorena e si concluderà a Brescia, dove è stata sgozzata Hiina. Sarà un modo di dire a tutti forte e chiaro che tu, io, noi siamo unite e diciamo basta alla violenza.
Simbolo e testimone della Staffetta, che attraverserà l’Italia passando di mano in mano, è un’anfora con due manici, così che la possano portare due donne. Questo gesto di “portare insieme” vuol proprio significare l’importanza della relazione, della solidarietà, della vicinanza tra noi su tutti i temi che ci toccano profondamente.
In ogni luogo in cui la Staffetta passerà, le due donne che l’hanno avuta in consegna la consegneranno ad altre due, pubblicamente.
Le donne che aderiscono alla Staffetta, organizzeranno iniziative pubbliche, come dibattiti, mostre, seminari, proiezioni video.
L’anfora, al suo passaggio, diventerà una testimone “viva”, perché le donne potranno infilarvi un biglietto con i propri pensieri, immagini, denunce, parole.
Tante in questi mesi hanno colto il senso profondo dell’evento che intendiamo costruire e hanno risposto, hanno chiesto di partecipare e chiesto chiarimenti.
A partire da novembre, la staffetta potrà essere seguita tappa dopo tappa, sul sito dell’Udi www.udinazionale.org e da dicembre sulla rivista Confidenze.
Roma, 27- 28 settembre 2008
ADESIONI E INIZIATIVE
Possono aderire alla Staffetta donne singole e associazioni di donne compresi i coordinamenti femminili di sindacato. - È esclusa l’adesione di partiti e movimenti politici misti. - Donne di partito sostengono la Staffetta a titolo personale. - Ogni donna o associazione che aderisce comunica in linea di massima l’iniziativa che intende svolgere al passaggio dell’anfora testimone (dibattiti, rappresentazioni, sit-in, spettacoli, eccetera). - Si aderisce scrivendo alla sede nazionale dell’Udi, che provvederà a mettere in comunicazione le donne tra di loro ( staffettaudinazionale@gmail.com ) - Hanno già aderito in tante, ma prenderemo in considerazioni richieste che arrivino per tempo e compatibili con il calendario nazionale già definito.
21 novembre 2008, Roma - Conferenza stampa nella Sede Nazionale dell’Udi - via Arco di Parma 15, alle ore 11, per annunciare la partenza della Staffetta.
25 novembre 2008 , Niscemi - Consegna dell’anfora testimone da parte delle di una delegazione nazionale dell’UDI alle donne di Niscemi in Sicilia – Partenza ufficiale della Staffetta.
25 novembre 2009, Brescia, Riconsegna dell’anfora testimone da parte delle donne di Brescia alle donne dell’UDI Nazionale – Conclusione della Staffetta.
Nelle due date del 25 novembre 2008 e 2009 - giornata internazionale contro la violenza - tutte le donne e associazioni di donne presenti nei vari territori che aderiscono alla Staffetta indicono una giornata di mobilitazione locale che si gemella con la partenza da Niscemi e la stessa cosa avverrà nel 2009 per l’arrivo a Brescia.
ADESIONI al 13 novembre 2008
Partecipano alla staffetta tutte le donne dell’Udi; Acmid-donna; Donne in cammino- Catanzaro; Centro antiviolenza "Mediterraneacav" - Cinquefrondi; Centro Culturale Internazionale “L.Einaudi” Comitato Donne99; Spazio donna; Centro antiviolenza “La Fenice”; Cpo Provincia di Salerno; Filo di Arianna; Arci donna - Napoli; Comitato donne di Ladispoli; Tavola delle donne sulla violenza e sulla sicurezza nella città di Bologna; Casa delle donne di Bologna; Sos donna; Gruppo 194donne Faenza; Gruppo universitarie di Modena; Associazione “Rompi il silenzio”; Vocedonna; P.e.n.e.l.o.p.e - Donne del ponente per le pari opportunità; Cassandra; Meglio insieme; Donne insieme; Comitato firma con noi; Gruppo donne di Valpellice; Un mondo di donne in Valpellice; Svolta donna; Donne insieme; Ass. culturale “Moderata Fonte”; Comitato Donne di Chioggia; Centro antiviolenza “S.O.S. rosa”; Donne in quota; Associazione culturale “Cubibì”; Donne Camera del Lavoro- Milano; Cre-azione donne; Cpo Comune di Guspini; Per conoscere per fare; Centro Donna; Coordinamento Donne Spi-Cgil -Grosseto; Donna chiama donna; Onerpo; CittadinanzaAttiva; Centro Antiviolenza Ananke; Soltrade Comunication; Centro Donna Giustizia; Associazione Nondasola; Alzàia; Coordinamento Donne di Trento; Centro AntiViolenza di Trento; Coordinamento Donne Spi Cgil Regionale Veneto; PadovaDonne; Ufficio di Presidenza CRPO Sardegna; CIF di San Nicola la Strada; Associazione “una via per Oriana”; Coordinamento Donne Spi Cgil Salerno e Auser; Federazione Donne Evangeliche -L’Aquila; Gruppo 194 ragioni Mantova; Forum delle Donne di Forlì; MFEB (Movimento Femminile Evangelico Battista)Napoli; IDeA; Centro d'ascolto Pandora; CISCOS ( Centro intersindacale per la cooperazione e lo sviluppo) dell’Ugl; Associazione Nuova Vita diRagusa; Daniela Caprino; Antonia Valente; Loredana Marino; Agnes Thery; Simona Lembi; Rita Rambelli; Leonina Grossi-Consigliera PP.OO. Provincia di Rimini; Gabriella Badano; Lorena Lava; Silvia Randino; Rita De Lima; Loretta Aliprandi; Susanna Colletto; Sebastiana Guarini; Giovanna Giugni; Wanda Montanelli; Anna Tava; Francesca Ravasi; Maria Cristina Arata; Roberta Agostini; Lilliana Tommaselli; Patrizia Ammirati; Giuseppina Pezzotta; Silvia Moro; Tonina Dedoni-Consigliera di Parità di Cagliari; Anna Oppo; Aide Esu; Elisa Barbante; Patrizia Del Ninno; Laura Calesso; Luisa Marilotti-Consiglierà di Parità Regione Sardegna; Laura Lattanzi; Fiorella Guarnaccia; Laura Mango; Romina Licciardi-Consigliera di Parità Provincia di Ragusa; Letizia Licitra; Marzia Como; Antonella Visintin-Federazione Femminile Valdese e Metodista; Barbara Argentino; Casa delle Donne di Ivrea; Centro Documentazione Pace Onlus di Ivrea; Jonia; Gigliola Boeri; Centro Antiviolenza di Parma; CPO S.Cesario di Lecce; Simona di Lorenzo; Elisa Paci; Centro antiviolenza " Roberta Lanzino "; Ornella Speciale; Club donne d’Europa; Componente femminile del “Coordinamento Artisti Arte per”; Coordinamento Donne SPI CGIL di Rovigo; Coordinamento Donne Fisac Cgil del Veneto; Centro Antiviolenza Cerchi d’Acqua; Associazione Youkali; Centro Antiviolenza Venezia; Associazione NaeMI; Centro Antiviolenza “Margherita”; Circoscrizione Ravagnese di Reggio Calabria; Associazione Jineka; Associazione Donne contro la Guerra; Simona La Rocca; Valeria Valente Assessora Pari Opportunità-Napoli; Luisa Menniti; Julia Franco; Marcella Scardaccione; Giovanna Bruno; Giuliana Caso; Emily Cosenza; Associazione Olympia de Gouges -Grosseto; Coordinamento Donne Pensionate dell'Emilia Romagna SPI-CGIL; Carla Benfenati; Associazione Maddalena; Associazione AlmaTerra–Torino; CPPO-Lecce; Consigliere di Parità Provincia di Salerno; Gruppo Donne Bagnolo Piemonte; Centro Antiviolenza “Casa della Donna Madonna di Lourdes”; Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell'Emilia Romagna; Coordinamento Donne Pensionate dell'Emilia Romagna; Emanuela Torchi-Consigliera Provincia di Bologna; Coordinamento Donne ANPI di Bologna; Commissione Speciale alle P.O. Reggio Calabria; Consulta Comunale Femminile di Bracciano; Gruppo Donne Orsaresi; Coordinamento donne Provincia di Rimini; Componente femminile CGIL Rimini; Viviana Pernetti; Sostegno Donna–Lazio; CCF Bracciano; Angela Giulia Zanata; Monica Rovida; Sofia Davolio Marani; Giulia Gaudino; Centro Antiviolenza di L'Aquila-Biblioteca delle Donne "Melusine"; L'Albero di Antonia – Varese; FISAC coordinamento donne Brescia; A.I.D.M. Associazione Italiana Donne Medico Sezione di Brescia; Sara Balsamo-Presidente STO United Italia; Monica Tessarolo; Daniela Fiordalisi; Daniela Alberti; Liliana Parminter; Roberta Bigoloni; Chiara Garioni; Maria Luisa Barcellona; Cinzia Ballesio; Spazio Donne Cascina Roccafranca di Torino; Elisabetta Baracco; Liana Marovelli; Associazione Donne Rumene-Torino; Laura Pivetta; Cristina Ferlanti; Alia Sharif Aghil; Monica Cerutti; Angela Morero e Imelda De Maria-ass. Oruam-Bricherasio; Signora Martino Lilly e famiglia; Cooperativa Centro Antiviolenza E.V.A; Associazione Casa delle Donne ONLUS-Brescia; Gruppo donne di Settimo Milanese; Coordinamenti Unitari Donne Cgil Cisl Uil Sicilia; Sportello Donna Pavia; Paola Schiavulli; Luisella Wiltsch-Commissione Pari Opportunità Provincia di Venezia; Maria Grazia Campari; Linea Rosa-Ravenna; Coordinamento Politiche di Genere UILP Lombardia; Clara Lazzarini; Laura Pistillo; Amiche di ABCD (Ateneo Bicocca Coordinamento Donne); Componente femminile UISP Genova; Raggio di Sole-Savona; Usciamo dal Silenzio-Genova; Isabella Massamba; Ines Patrizia Quartieri-presidente C.P.O.Milano; FIDAPA-Vittoria; Consulta Comunale Femminile-Vittoria
CONTRIBUTI ECONOMICI
La Staffetta è autofinanziata.
Ogni iniziativa locale è autonoma per il proprio autofinanziamento.
Volantini, manifesti e locandine devono contenere il logo Udi, oltre a quello del gruppo o associazione che organizzano.
I finanziamenti ricevuti per la Staffetta, una volta coperte le spese, sono inviati alla Sede nazionale dell’Udi.
Le PortaStaffetta non hanno il compito diretto di raccogliere i soldi che ciascuna vorrà dare, ma quello di vigilare sulle modalità di autofinanziamento nel proprio territorio, nel rispetto della pratica politica dell’Udi.
Sottoscrizioni e contributi vanno inviati direttamente all’Udi.
Fatte salve le richieste di privacy e anonimità, il sito www.udinazionale.org curerà l’aggiornamento dei finanziamenti, così che ciascuna potrà verificare ciò che proviene alla Staffetta dal proprio territorio.
Per effettuare il versamento sui conti correnti intestati a UDI - Unione Donne in Italia, indicare nella causale: Autofinanziamento Staffetta
I dati dei conti correnti sono:
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Intestazione:
UDI – UNIONE DONNE IN ITALIA
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C/c postale n. 53230009
IBAN IT84 S076 0103 2000 0005 3230 009
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C/c bancario n. 14763
Banca popolare Etruria e Lazio
IBAN IT66 V053 9003 2010 0000 0014 763
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CODICE FISCALE 80078190586
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UDI – Unione Donne in Italia
Sede Nazionale- Archivio centrale
Via dell’Arco di Parma 15, 00186 Roma tel 06 6865884
www.udinazionale.org staffettaudinazionale@gmail.com